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24/01/2021

IL DELITTO VIEN MANGIANDO

Quando mi sono imbattuta nella copertina di questo libro non ho potuto resistere…mi sono subito fiondata fra le sue pagine e quando ho fatto scorrere i titoli dei vari capitoli…beh!  Ho subito capito che non potevo assolutamente farmelo scappare! Sì, perché questo libro si intitola “Il delitto vien mangiando”, sottotitolo “Una settimana di vendette gastronomiche” e, come se non bastasse, in quarta di copertina riporta “Sette giorni sette, sette giorni per morire sette volte, due volte al dì. Quattordici racconti di delitti gastronomici, di ricette assassine” …secondo voi come potevo non inserirlo nelle mie letture e, soprattutto, fra i post del mio blog?!?!? Prima di leggerlo, come sempre, ho cercato notizie sull’autore, anzi, sull’autrice Laura Vignali che, devo ammettere, non avevo mai sentito. Nata nel 1957 a Pistoia, dove vive e lavora come insegnante di materie letterarie in un Istituto superiore, ho scoperto che è particolarmente conosciuta fra gli autori contemporanei di gialli noir, ambientati rigorosamente in Toscana. Come tanti altri del suo genere, infatti, la Vignali rimane nel suo territorio, lasciandosi ispirare da personaggi reali, da storie vere, per dare vita ai suoi racconti, nei quali aggiunge sempre un pizzico di sana ironia. Sicuramente approfondirò questa “conoscenza” e cercherò di leggere anche altri dei suoi libri perché quello che ho letto mi ha sorpreso, mi è piaciuto e mi ha fatto davvero sorridere!
Il libro si divide in 14 racconti, due per ogni giorno della settimana (come promesso e premesso in copertina, appunto!), uno per pranzo e uno per cena. In ogni racconto si parla di una vittima che diventa carnefice e che sceglie di vendicarsi attraverso un piatto “letale” preparato e servito con cura ad un carnefice che a sua volta diventa vittima! E così si comincia con il pranzo del lunedì, durante il quale viene presentato l’odioso e ormai in pensione professore di lettere, Alfonso Rizzo, che nella sua carriera ha tanto infierito sui giovani liceali, il quale riceve in omaggio degli amaretti apparentemente “innocui” da parte di Luca, uno dei suoi ex alunni, che ancora sente il peso delle umiliazioni subite e delle perfide battute dell’esimio insegnante. (Ahimè! Quei dolci saranno l’ultima cosa che mangerà nella sua vita terrena…e non saranno in molti a dispiacersene!). Per la cena del mercoledì, invece, c’è il racconto “Lo scrittore invidioso e il cosciotto vendicatore”, nel quale il cosciotto, appunto, diventa un’originalissima arma del delitto. Si continua con un risotto riparatore preparato da un gruppo di suore non proprio "misericordiose", si continua con un’insolita trippa per gatti cucinata per eliminare fastidiosi felini...e si continua così, fino ad arrivare alle “Istigazioni natalizie”, con un panettone regalato alla carissima zia Olga, “arricchito” nientemeno che con il cianuro! Insomma, vi assicuro che ogni singolo racconto è un piccolo capolavoro noir, colmo di ironia e capace di far sorridere anche se si parla di omicidi. Credo sia ovvio, ormai, che vi consiglio di leggere questo libro che, fra l’altro, è scorrevole e vi farà passare dei momenti piacevoli. Al termine di ogni racconto, inoltre, l’autrice ha inserito la ricetta protagonista diventata, suo malgrado, letale. Amaretti, melanzane, cosciotto, risotto, pappa col pomodoro, trippa…ce n’è per tutti i gusti e per tutti i delitti! E dopo la lettura potrete provare a cimentarvi in una o più di esse…facendo attenzione a non uccidere nessuno, si intende! Io, fra le tante possibilità, ho scelto un piatto che mi piace e che, a mio avviso, è particolarmente adatto a queste giornate fredde: la minestra di ceci. E allora vi propongo questa ricetta, esattamente come è riportata nel libro, e vi assicuro che è davvero buona…da morire!!!!

RICETTA DELLA MINESTRA SUI CECI COME LA FACEVA LA BONANIMA DELLA PARISINA

Ingredienti: 200 gr ceci – aglio – rosmarino – olio evo – sale – un cucchiaio di conserva di pomodoro – pepe – 200 gr tagliolini o altro formato di pasta a piacere

Mettete i ceci a mollo in acqua tiepida per 24 ore, poi scolateli e cuoceteli in abbondante acqua. Quando saranno cotti, scolateli. In un tegamino a parte scaldate un po’ di olio, un rametto di rosmarino e uno spicchio d’aglio. Quando quest’ultimo avrà preso colore, unite un cucchiaio di conserva di pomodoro e mezzo bicchiere d’acqua. Passate i ceci e uniteli al soffritto, aggiungendo sale e pepe a piacere. Fate bollire ancora la zuppa e fateci cuocere 200 gr di tagliolini o di altra pasta fatta in casa. Servitela e gustatela accompagnandola con un bicchiere di buon vino e buon appetito!


Ah! Dimenticavo…nel racconto la ricetta viene completata con un pochino di veleno…ma non ve lo consiglio: sarebbe un vero delitto!

25/07/2018

IL COMMISSARIO SENSI E IL DOTTOR CLAPS, AMICI PER CASI…DA RISOLVERE


Mario Mazzanti ama definirsi “un maledetto toscano nato per i casi della vita a Milano”. Medico chirurgo, attualmente vive in provincia di Bergamo con la moglie, quattro figli e diverse passioni: il cinema, la letteratura, l’opera, gli scacchi…La più grande, però, è quella per la letteratura gialla che l’ha portato a scrivere romanzi e racconti polizieschi, thriller psicologici e storici. I suoi personaggi sono poliziotti che ogni giorno vedono cose che non vorrebbero vedere, psicologi che ascoltano sofferenze interiori che deturpano l’umanità e la portano a gesti estremi, giornalisti in cerca di notizie che superano il limite del lecito, assassini che sono vittime e vittime che diventano carnefici. E tutti sono capaci di coinvolgere il lettore nella loro indagine, nella loro vita, nella loro lotta al crimine, al male…forse perché sono umani, veri, più vicini alla realtà di tanti “supereroi” improvvisati. In particolare nei libri di Mazzanti incontriamo il commissario Sensi, esperto poliziotto di Milano appassionato del suo lavoro, disincantato e al tempo stesso sensibile e il dottor Claps, psichiatra, criminologo, consulente della polizia come esperto dei profili psicologici degli autori di crimini violenti. Claps è molto preparato e brillante e lavora spesso con Sensi. Purtroppo durante un’indagine si avvicina troppo al criminale a cui sta dando la caccia e la lama dell’assassino lo colpisce, lesionando l’arteria femorale. Seguono, in ordine, un’emorragia massiva, due arresti cardiaci con conseguente anossia e un miracolo che lo tiene in vita ma a caro prezzo: l’afasia, un’alterazione della capacità di comprendere e di utilizzare sia vocaboli, sia espressioni verbali. Un danno cerebrale permanente dal quale si può migliorare solo con una lunga riabilitazione e una grande forza di volontà. Il profiler, aiutato dall’amico Sensi, percorrerà questa strada faticosa e tutta in salita ma continuerà, suo malgrado, ad essere coinvolto nelle indagini del poliziotto. Ho “incontrato” Mazzanti leggendo tre dei suoi libri,
riuniti in un’edizione economica intitolata “Tre casi scottanti”, trovata per caso in una libreria: “Un giorno perfetto per uccidere”, “Non uccidere” e “Sorelle”. I primi due con la coppia Sensi-Claps ed il terzo un racconto a sé stante. Ve li consiglio volentieri! A me sono piaciuti e prima o poi leggerò anche gli altri libri dello scrittore toscano. Nel frattempo devo ammettere che, a parte i numerosi panini buttati giù in orari assurdi da Sensi e i tanti, troppi pasti saltati da Claps, nei libri di Mazzanti non ci sono tracce rilevanti di cibo. Ma sapete bene che non questo non significa che non ci sia del gusto, anzi! I due amici si trovano regolarmente, una volta al mese, a cena in una trattoria guarda un po’ (!) toscana. Quindi un senso del gusto c’è e non a caso Mazzanti lo colloca proprio nella sua regione! Detto questo, ho deciso di proporvi una ricetta semplice ma dai sapori schietti e decisi: la panzanella toscana. Come nei libri di Mazzanti, si parte da ingredienti semplici e di carattere, i quali, una volta assemblati e conditi nel modo giusto, si trasformano e trovano il loro posto in un insieme armonioso, colorato e gustoso.

RICETTA PANZANELLA CLASSICA
Ingredienti: 8 fette di pane raffermo (meglio se toscano) - 2-3 pomodori maturi e sodi - una grossa cipolla rossa (o 2-3 piccole) - basilico fresco - olio extravergine di oliva - aceto di vino bianco - sale
Spezzettate con le mani il pane raffermo, riunitelo in una ciotola capiente e aggiungete acqua, quel tanto che basta a bagnarlo. Tagliate la cipolla a fettine e trasferitela in una ciotolina con acqua fredda. Tagliate il pomodoro a dadini. Strizzate molto bene il pane con le mani, trasferitelo in una ciotola e, sempre con le mani, riducetelo in briciole fini. Aggiungete la cipolla ben scolata dall'acqua, unite anche i pomodori e il basilico, spezzettato con le mani. Condite la panzanella con abbondante olio di oliva, aceto a piacere e sale. Mescolate e fate riposare almeno un'ora prima di servire. (Volendo si possono apportare delle varianti "a piacere" aggiungendo cetrioli, olive nere, tonno, uova sode…a voi la scelta!) In queste sere di caldo torrido è un piatto ideale, che si prepara senza dover cuocere nulla e si mangia davvero volentieri. E se poi state leggendo e non riuscite a staccarvi dalle pagine del vostro libro…non rischiate che si raffreddi! E allora buon appetito e buone ferie a tutti! Rilassate il fisico e la mente ovunque andrete, mare o montagna, estero o Italia, campagna o città…e anche se rimarrete a casa cercate comunque di staccare la spina…e mi raccomando: tenete sempre un giallo in borsa o sul comodino e regalatevi tanto gusto, sempre! Io chiudo la cucina per il mese di agosto…devo riposarmi e leggere i libri per il mio blog. Vi aspetto a settembre con tanti nuovi post e delle interessanti novità!