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14/01/2023

IL SAPORE DEL MALE

Luca Perugia (classe 1974) nasce e cresce a Roma, si laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni e lavora come consulente informatico. Nel 2011 un banale incidente sportivo cambia radicalmente la sua vita e gli permette di fermarsi, di rallentare, di apprezzare tutte le cose belle della vita, dalla più grande alla più apparentemente insignificante…e porta alla luce la sua vena creativa, tenuta “nascosta” fino a quel momento.  “Il Sapore del Male”, uscito nel 2017, costituisce il suo romanzo d’esordio. Non si sa molto altro di questo autore e, almeno per quanto sono riuscita a sapere, pare non abbia scritto altro. Copertina bianca, con al centro forchetta, coltello e un piatto macchiato di sangue…tanto è bastato per incuriosirmi e spingermi a prendere il libro e a leggerlo praticamente subito. Lo stile narrativo di Luca Perugia è semplice, schietto, quasi elementare. Non è un thriller, non è un susseguirsi di colpi di scena ma piano piano arriva a tenerti con il fiato sospeso ed è comunque capace di coinvolgerti, di incuriosirti, di portarti a leggere pagina dopo pagina proprio per il più classico dei motivi: vedere come va a finire! Anche la trama non potrebbe essere più semplice. Un ragazzo di 25 anni, Manuel, simpatico
e amabile, vive in una cittadina di provincia della quale non viene mai detto il nome ma solo l’iniziale “M.” (chissà poi perché?). Le sue passioni sono la cucina (è capocuoco in uno dei ristoranti più apprezzati della zona), la sua famiglia, apparentemente perfetta, e Cristina, la sua splendida e intraprendente fidanzata. A tutto questo si aggiungono la tranquilla zona di provincia, Flavio, il suo stravagante amico di sempre, e le figure cosiddette “minori”, quasi di contorno, che portano colore e vivacità allo scorrere pacato delle giornate. Finché un giorno il passato di Manuel, che lui ignora completamente, viene portato alla luce, sconvolgendo la sua vita e scardinando le sue certezze. Tutto ciò e tutti coloro che pensava di conoscere da sempre appaiono improvvisamente diversi, estranei e il ragazzo pacato e sereno si ritroverà faccia a faccia con un passato che lo porterà ad una nuova maturità e ad una nuova consapevolezza di sé e di chi ama. Dovrà affrontare proprio quel passato per poterlo conoscere, per conoscere e capire la verità e per risolvere, infine, un mistero rimasto irrisolto per tanti, troppi anni. Sullo sfondo le relazioni con i vari personaggi e il suo lavoro, diventato ormai l’unico capace di aiutarlo a tenere a bada le mille contrastanti emozioni che rischiano di sopraffarlo. E così i suoi piatti diventano le sue uniche certezze e, nonostante tutto, riescono ancora a portare gioia ai palati dei suoi clienti e dei suoi cari. Non posso certo dire che “Il sapore del male” sia un ottimo romanzo giallo ma non posso neanche affermare che sia scritto male, anzi! Mi piacerebbe molto che Luca Perugia ne scrivesse altri, in modo da avere altro materiale per poter poi esprimere un vero giudizio. Nel frattempo, se vi incuriosisce e/o se vi capita di trovarlo, vi consiglio di leggerlo…almeno potrete dirmi cosa ve ne pare! Per quanto riguarda il gusto…beh! Già dal titolo si può intuire che questo libro può entrare di diritto fra quelli recensiti nel blog. Si parla spesso di cibo, di ingredienti particolari, di accostamenti e di sapori…in particolare c’è una scena in cui Manuel prepara una cena a base di pesce per la sua amata Cristina. Piatti semplici ma al contempo raffinati e sempre molto gustosi. Fra gli altri, ho scelto di replicare la calamarata con pesce spada e pomodorini, apportando alcune piccole modifiche per adattarla ai miei commensali. E quindi, ecco a voi la ricetta, facile e gustosa.

 CALAMARATA SPADA E POMODORINI

Ingredienti per 4 persone: 350 g di calamarata - 400 g di pesce spada -200 g di pomodorini – olio evo – un mazzetto di prezzemolo – scalogno – aglio – sale – pepe – a piacimento 80 g di capperi

In una padella soffriggete l’aglio tritato e lo scalogno con un po’ di olio, unite il pesce spada tagliato a cubetti, metà del mazzetto di prezzemolo tritato e, se volete, i capperi. Cuocete a fuoco vivo per un paio di minuti. In un’altra padella preparate lo stesso soffritto di aglio, scalogno e olio e unite i pomodorini tagliati in quattro, facendoli cuocere per tre/quattro minuti. Unite poi il pesce spada e lasciate riposare mentre cuocete la pasta in abbondante acqua salata. Scolatela ancora al dente e versatela nella padella del sugo. Fate saltare qualche minuto a fuoco vivo e servite con un filo d’olio a crudo e una macinata di pepe. L’ideale è accompagnare il piatto con un vino bianco frizzante, servito fresco e con delle fettine di pane casereccio scottate e cosparse con un battuto di aglio e olio…così sarà più facile fare la scarpetta!!! (N.B. Se volete potete aggiungere anche altri pesci. Io avevo delle vongole avanzate dalla preparazione di un altro piatto e le ho aggiunte al sugo…ho fatto un “recupero” e il risultato è stato comunque ottimo!). Buon appetito e alla prossima!



03/01/2018

PESCE E OMICIDI ALL'ACQUA PAZZA!


“…poi ci sono io, un metro e ottanta di cuoco, capelli precocemente bianchi e occhi azzurri, una mezza età inoltrata portata abbastanza bene…in realtà non ho mai studiato da cuoco…sono un autodidatta ma me la cavo, grazie al lungo tirocinio fatto accanto a mia madre Teresa, che mi ha insegnato tutto fin da quando ero bambino. Per la disperazione di mio padre, alla scuola preferivo il mercato rionale e la cucina di mammà, tra melanzane alla parmigiana e peperoni ‘mbuttunati, gnocchi alla sorrentina e pasta al forno…” Omero Sgueglia, il cuoco (non chef!) è il protagonista del giallo di cui vi voglio parlare oggi: “Omicidi all’acqua pazza – I delitti della Costiera”. Dalla sua cucina, fra un piatto e l’altro cucinato con amore e passione, (con gli ingredienti genuini scelti da lui personalmente) questo improbabile segugio osserva con attenzione i clienti e i colleghi dell’hotel in cui lavora, in una delle zone più belle della Costiera Amalfitana, sottoponendo tutti al vaglio della sua curiosità e dello spirito critico che ha ereditato dal padre professore di latino e greco.  E ad ogni cliente si diverte ad abbinare un piatto, cercando di capire quale possa essere quello giusto per tutti e ciascuno… Una sera prepara una fantastica pezzogna
all’acqua pazza per la giovane e bella moglie di un cliente un po’ “attempato”; i due stanno litigando a tavola ma questo non impedisce alla signora di apprezzare la cucina di Omero. La donna purtroppo verrà trovata morta qualche ora dopo, uccisa da un misterioso assassino. Il nostro cuoco, allora, si mette a indagare, dapprima nel tentativo di aiutare un amico Carabiniere che preferisce le pentole alle armi, e poi perché quando qualcosa non lo lascia tranquillo sente come delle “punture di spilli” e deve per forza arrivare alla soluzione del caso. Esordio nel giallo di un giornalista settantenne, Umberto Cutolo, “Omicidi all’acqua pazza” racconta il paesaggio della costiera usando la chiave dei sapori, offre una notevole galleria di personaggi e riesce a tenere in sospeso il lettore fino all’ultima pagina. Cutolo è nato a Roma nel 1947. Per mezzo secolo ha praticato la professione di giornalista, arrivando a dirigere l'Adn Kronos, l'ufficio stampa dei ministeri del Mezzogiorno e dei Trasporti e i mensili dell'ACI L'Automobile e HP Trasporti. Dice che per scrivere questo libro ha mescolato tanti ingredienti, come in un piatto e il risultato è un personaggio vero, schietto, semplice e ironico, capace di arrabbiarsi davanti alla stupidità e alla morbosità dei turisti ma al contempo buono e pronto ad aprire il cuore a chi ha bisogno. Mentre indaga Omero non smette di cucinare e di illustrare ingredienti e sapori, sottolineando l’importanza della semplicità. Siamo solo al primo volume di una trilogia che promette molto bene, sia in termini di gusto che in termini di delitto! Fra i tanti manicaretti proposti da Omero Sgueglia ho voluto scegliere proprio il piatto che ha preparato per la vittima, quello che dà anche il titolo al libro e che è di una semplicità disarmante ma al contempo capace di sprigionare profumi e sapori veri!

Pezzogna all’acqua pazza


Ingredienti per 2 persone

2 pezzogne (in alternativa 2 orate come ho fatto io!!!) 150/200 gr pomodorini ciliegini Acqua - vino bianco (facoltativo) - prezzemolo – aglio – olio evo – sale – pepe Qualche fetta di pane tipo Altamura

Lavate e tagliate i pomodorini e metteteli in una casseruola con circa 200 ml d’acqua, un paio di spicchi di aglio sbucciato, un po’ di prezzemolo, sale, pepe e tre/quattro cucchiai di olio (+ mezzo bicchiere scarso di vino bianco se volete). Portate a ebollizione e cuocete questo “brodetto” per circa 20/30 minuti. Nel frattempo pulite il pesce, sciacquatelo sotto l’acqua corrente, unitelo al brodo e cuocetelo a fiamma bassa per circa 15/20 minuti, girandolo una volta a metà cottura. Disponete il pesce nei piatti e copritelo con i pomodorini e il brodetto, servendolo con le fette di pane precedentemente tostate e condite con un
filo d’olio. La ricetta è davvero molto semplice ma il risultato vi sorprenderà! Questa volta vi consiglio di mangiare questo piatto in compagnia e con un bel bicchiere di vino ma senza leggere il libro di Cutolo….non riuscireste a gustarlo e sarebbe davvero un delitto!!!!!