Chi mi conosce sa bene che da sempre amo cimentarmi con i cruciverba e che più sono impegnativi più mi piacciono. Insieme ad (almeno) un buon libro, infatti, nel mio zaino non può mancare una copia della “Settimana Enigmistica”, storico settimanale che tutti conoscono e che, solitamente, “spunta” durante un viaggio in treno, in metropolitana…per alcuni solo sotto l’ombrellone. Io me la “concedo” appena possibile e, giusto per confermare che la normalità non è nelle mie corde, comincio sempre dall’ultima pagina. Chi è un appassionato “consumatore” come me di questo settimanale, sa che fra gli schemi più difficili ci sono quelli preparati dal “mitico Bartezzaghi”! Risolvere un suo schema di parole crociate è davvero arduo…ma che soddisfazione quando ci si riesce!! Per chi, invece, non ama questo tipo di passatempo e/o non conosce questo autore…beh! Provvedo subito a presentarlo. Stefano Bartezzaghi, milanese classe 1962, è un giornalista, scrittore e semiologo italiano, docente di semioticadella creatività alla IULM di Milano. Si è laureato in DAMS (Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo) presso la facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Bologna con una tesi in semiotica con relatore Umberto Eco (!) e negli anni ha ottenuto diversi premi letterari e riconoscimenti per il suo lavoro. È figlio di Piero Bartezzaghi, famoso enigmista, e fratello di Alessandro, direttore della Settimana Enigmistica, e di Paolo, redattore della Gazzetta dello Sport. Praticamente una famiglia su carta stampata! Ora, però, inizierete a domandarvi perché vi sto parlando di enigmistica e di Bartezzaghi…tranquilli, ve lo spiego subito! Nel mese di giugno del 2025 ho visto la pubblicità di un libro, scritto appunto dal nostro enigmista, dal titolo “Bozze non corrette”. Veniva definito come il “caso letterario dell’anno” e, ovviamente, mi ha incuriosito. Leggendo la presentazione scopro che si tratta di un “libro-sfida”. Bartezzaghi scrive una sorta di racconto-cronaca, partendo dalla sua esperienza di correttore di bozze, sulla morte dello scrittore (e suo amico) Niccolò Errante, uno degli scrittori più enigmatici e originali della narrativa italiana contemporanea. Autore schivo e solitario, ha costruito un’opera ibrida e potente, in cui convivono noir, epica, psicologia e commedia. Ma andiamo con ordine…per farvi capire la vera natura del libro di Bartezzaghi, condivido l’introduzione scritta proprio da lui, perché sicuramente è più esaustiva di quanto potrei scrivere io: "Questo libro è pieno di errori, mille per la precisione: refusi (ma non di punteggiatura o sintassi, non sono così cattivo), errori lessicali e grammaticali, vocaboli sbagliati, errori fattuali, omissioni. E non è colpa del povero correttore di bozze che ci ha lavorato. Gli errori li ho messi io, per giocare con voi come Niccolò Errante faceva con me. Errante era un grande scrittore misterioso, enigmatico, che non amava apparire: nessuno sa esattamente neanche quando o dove è nato. Avevo il privilegio di essere il correttore di bozze dei suoi romanzi e posso dire di essere stato anche un suo amico. E a un certo punto io e Niccolò abbiamo iniziato a fare un gioco. Mi inviava brevi racconti pieni di errori da scovare, e quegli errori componevano un messaggio segreto. Ci abbiamo giocato fino alla sua morte o, per meglio dire, fino al suo suicidio: il 3 giugno 2025, dopo una riunione con la casa editrice, il mio scrittore preferito e mio amico, infatti, completamente ubriaco si è buttato dal balcone di casa sua. Però io so che Errante non si è suicidato e ho nascosto la verità nei mille errori disseminati in questo libro. E solo i più scaltri tra voi che riusciranno a trovarli potranno ricomporre un messaggio segreto e risolvere il giallo della sua morte. Quanti di voi accetteranno la sfida?"
Ecco di cosa si tratta. Leggere e trovare i mille errori, dieci per ciascuno dei cento brevi capitoli, e, alla fine, capire cosa è davvero successo a Errante. Ovviamente volevo quel libro, volevo accettare la sfida e provare a risolverla…e, bontà loro, per il mio compleanno due carissime amiche me lo hanno regalato! Ho aspettato di essere in ferie per iniziarlo e…mamma mia!!! È stato estremamente impegnativo e devo ammettere che, in alcuni momenti, ho avuto la tentazione di chiuderlo e non andare avanti. Poi ho capito che dovevo affrontarlo senza “ansie” e senza concentrarmi sugli errori…dovevo trattarlo come un libro e, semplicemente, leggerlo. Così ho ricominciato da capo e, in effetti, ho iniziato a trovare diversi errori. Ovviamente quelli più palesi sono stati i primi…poi, man mano che continuavo a leggere iniziavo a notare anche quelli un po’ più “nascosti”. In alcuni capitoli ho trovato subito i 10 errori, in altri ho dovuto riprendere la lettura più volte per trovarli…e in altri ancora ne ho trovati solo alcuni. Gli errori da trovare erano mille e io mi sono fermata a poco più di 850…penso di potermi dire soddisfatta e…chissà?! Magari un giorno ci riprovo. L’importante è che mi sono proprio divertita ad affrontare questa originalissima sfida. Volete sapere se sono riuscita a capire la verità sulla morte di Errante?!? Beh! Non ve lo dico…vi invito, invece, a procurarvi una copia di “Bozze non corrette”, ad armarvi di matita e gomma ed a cimentarvi personalmente in questa impresa: vi assicuro che, al di là del risultato, ne sarà valsa la pena!
E per quanto riguarda il gusto? Purtroppo, il buon Bartezzaghi non pensa minimamente al cibo…evidentemente per lui è qualcosa di secondario e irrilevante…del resto nessuno è perfetto! E allora? Quale ricetta abbinare a questo libro così particolare e impegnativo? Un giorno, dopo aver passato più di due ore su un capitolo particolarmente ostico, mi sentivo un po’ frastornata e avevo bisogno di preparare un pranzo veloce e gustoso, di quelli che fai quasi a occhi chiusi e che ti mette subito il buon umore. E così ho preparato un panino con le œufs baveux, ovvero con le uova bavose.Le uova preparate in questo modo hanno una consistenza morbida, cremosa e leggermente umida al centro, tipica delle uova cotte poco. Non sono strapazzate e non arrivano neanche a comporre un’omelette…si tratta di una ricetta estremamente semplice, anzi, più che una ricetta è un procedimento di preparazione delle uova. Anzitutto dovete procurarvi delle uova freschissime e poi…le sbattete con sale e pepe e poi versarle in una padella antiaderente calda (se volete potete mettere una noce di burro). Non appena iniziano a rapprendersi mescolatele con una spatola e in pochi minuti sarannopronte. Non stracuocetele altrimenti si seccano troppo. Il segreto è mantenere la fiamma bassa e mescolarle lentamente. Aggiustate di sale e pepe a vostro piacimento e poi godetevele! Morbide e calde servite sul pane tostato, insieme ad un’insalata fresca sono davvero gustose…e vi faranno dimenticare per un po’ la difficoltà del libro del Bartezzaghi!!! Provatele e fatemi sapere!












