Il titolo del libro di cui vi parlo oggi è già tutto un programma: “Un tranquillo weekend di omicidi” di Dann McDorman. Autore per ora non molto noto fuori dagli Stati Uniti, McDorman, che vive e lavora a Brooklyn con la moglie e i loro due figli, è un produttore di grande successo e ha lavorato anche come reporter e saggista. Questo è il suo primo romanzo, osannato dalla critica e adorato dai lettori di tutto il mondo…o quasi. Le recensioni, infatti, non sono tutte positive. Ciò nonostante, ha venduto milioni di copie ed è stato tradotto in 16 lingue. Cosa ne penso io? Prima ve ne parlo e poi ve lo dico…Anzitutto gli “ingredienti” di un buon giallo tendente al “classico” ci sono praticamente tutti. Un esclusivo club di caccia nei boschi dell’Upstate di New York, al quale sono ammessi solo i membri di poche e ricchissime famiglie, che si riuniscono anno dopo anno, generazione dopo generazione, per cacciare orsi e cervi e bere Martini…cercando di tenere il più possibile nascosti i loro segreti. E in mezzo a loro, inaspettato e invitato da uno dei soci all’insaputa degli altri, arriva un detective. Ma non un detective qualsiasi, ci mancherebbe! Adam McAnnis è un detective “vecchiostampo”, stile Phil Marlowe, dall’aspetto un po’ trasandato, lo sguardo cinico e indecifrabile, la sigaretta perennemente accesa fra le dita, ficcanaso fino a rendersi insopportabile e con un sorriso malinconico che lo rende affascinante per le donne di tutte le età. Lui ascolta e origlia, osserva e fissa, parla poco e quando lo fa butta lì una domanda, allude, istiga o “lancia” frasi sarcastiche e a volte enigmatiche. Ha accettato l’invito a passare un week end a West Heart, in compagnia dei membri delle varie famiglie presenti all’evento annuale: i Garmond, i Mayer, i Blake, i Burr, i Talbot e i Caldwell. Tutti cognomi importanti e “storici”, che evocano epopee e imprese d’altri tempi. McAnnis sa già che accettando l’invito (e l’incarico) dal suo ex compagno di college, di curiosare e capire se qualcuno dei soci vuole danneggiare il club o lo sta già facendo, si renderà antipatico e totalmente indesiderato per la maggior parte dei partecipanti (se non per tutti!) ma si immerge comunque in quell’atmosfera fatta di sorrisi (falsi), di chiacchiere durante i tanti (troppi) cocktails e di serate (per niente) spensierate e rilassanti. E scoprirà che tutti i membri delle diverse famiglie nascondono segreti, covano rancori, bramano vendette, cospirano contro gli altri, si guardano con un misto di invidia, timore e odio. Quindi, come dicevo, ci sono tutti gli ingredienti per un bel giallo…no? …cosa manca? Ah! Beh! Certo…il morto! Ma c’è, tranquilli…ben presto viene rinvenuto il cadavere di una delle belle signore, moglie di uno dei ricconi presenti…quindi il “pacchetto” è completo…no? Non ancora? Ah! Beh! Certo…si scatena una terribile tempesta che blocca ogni via di uscita (e di accesso) e costringe tutti a dover “stare”. Stare a guardare gli altri, sapendo che nel gruppo si nasconde un assassino…Stare ad ascoltare le domande del detective...Stare ad aspettare che la tempesta si calmi e arrivi la Polizia (quella vera!) …Stare ad ascoltare le congetture e le accuse che ci si rivolge l’un l’altro…Stare…non si può fare altro. E McAnnis avrà il suo bel da fare per risolvere un caso difficile, in cui la verità è sempre più difficile da trovare. Aprirà tanti armadi in cui sono nascosti altrettanti scheletri, che rischieranno più volte di cadergli addosso e…No, basta, non aggiungo altro, altrimenti arriverei a dire troppo. E torniamo a noi. Il libro non si può definire un “bel giallo” ma sicuramente è estremamente originale, a partire dal modo in cui l’autore coinvolge il lettore fin dalle prime pagine. Il lettore si ritrova in quel posto, insieme a McAnnis e ad un certo punto non sa più se amare o odiare il detective…sicuramente è una lettura coinvolgente e, una volta iniziata, si vuole arrivare alla fine, per capire, per trovare la luce e la pace, dopo tanto odio e tanto buio. Posso affermare di aver apprezzato molto questo libro: il modo in cui viene sviluppata la trama, come vengono gestiti i personaggi e come è scritto…ma, devo essere sincera, non è fra i libri che mi sentirei di consigliare se non a chi ama il genere, che si rifà all’hard-boiled di Chandler & co. E il motivo è molto semplice: è tutto molto, troppo “cupo”, ti lascia addosso tanta tristezza e in bocca tanta amarezza. Inoltre, al di là dei piatti scenografici (ed improponibili) proposti per i loro buffet e i fiumi di cocktails consumati dai protagonisti, in questo romanzo non ho trovato nessun tipo di gusto…e così, per tirarmi un po’ su e concedermi una pausa di dolcezza, ho deciso di attingere dalla pasticceria classica a stelle e strisce e mi sono preparata dei fantastici cookies, in cui convivono in maniera sublime il cioccolato ed il sale: vi assicuro che poi stavo decisamente meglio! Ve li propongo, dopo un breve accenno alla loro nascita e…vi assicuro che, se farli è molto facile, mangiarli lo è ancora di più!!!
I Cookies (Chocolate Chip Cookies) sono i classici biscotti americani con gocce di cioccolato: grandi, rotondi dalla tipica consistenza “chewy”, ovvero gommosa e morbida dentro e “crunchy”, cioè croccante all’esterno. Una bontà irresistibile nata per caso negli anni Trenta del secolo scorso grazie alla signora Ruth. Quel giorno la donna, padrona dell’albergo “Toll House Inn”, aveva terminato il cacao in polvere che utilizzava per preparare i suoi biscotti al burro, così decise di aggiungere all’impasto del cioccolato tritato immaginando che si sarebbe sciolto. I pezzi di cioccolato, invece, rimasero intatti e quando i clienti li assaggiarono ne rimasero entusiasti e in breve tempo, i cookies con gocce di cioccolato divennero una delle preparazioni più famose d’America. Come per ogni ricetta tradizionale, ne esistono numerose versioni e tantissime varianti. Quella che vi propongo è di Martha Stewart.
RICETTA COOKIES AL CIOCCIOLATO
Ingredienti per circa 40 biscotti: 350 gr di farina 00 - 190 gr di
burro - 2 uova - 200 gr di brown sugar (in alternativa zucchero di canna grezzo
di alta qualità) - 100 gr di zucchero bianco semolato - 1 cucchiaino colmo di
bicarbonato di sodio - un “pizzico molto abbondante di sale” - 1 cucchiaio di
estratto di vaniglia - 200 gr di gocce di cioccolato - una manciata di sale in
fiocchi per guarnire
Prima di tutto sciogliete il burro a bagnomaria e lasciatelo completamente raffreddare (se avete tempo
a temperatura ambiente, finché non ritorna ad uno stato cremoso. Se avete fretta, ponetelo 20 min in frigo, girando di tanto in tanto, affinché non diventi un pezzo unico ma rimanga cremoso). Ponetelo poi in una ciotola grande e aggiungete il brown sugar e lo zucchero bianco: montate con le fruste elettriche e aggiungete anche il sale e la vaniglia. Dovrete ottenere un composto cremoso e uniforme: lo zucchero deve sciogliersi e non risultare in grani. Aggiungete quindi le uova una alla volta e montate sempre ad alta velocità. Aggiungete anche il bicarbonato e montate bene finché non otterrete un composto spumoso. A questo punto aggiungete la farina e le gocce di cioccolato. Mescolate, questa volta con una spatola, al fine di ottenere un impasto omogeneo. Coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigo per almeno 2 ore nella parte bassa più fredda. Se volete potete lasciarlo anche più a lungo o tutta la notte…ma attenzione: lasciare più a lungo l’impasto in frigo non vi permetterà di saltare il raffreddamento in freezer successivo! Trascorso il tempo indicato, l’impasto sarà diventato più solido e duro. Staccate delle palline con un dosatore del gelato. se non lo avete procedete con un cucchiaio riempiendolo per 3/4: le palline dovranno essere tonde e più alte che larghe. Sistemate tutte le palline su un tagliere e aggiungete sulla superficie (anche laterale) di ogni pallina, delle gocce di cioccolato. Quando avrete realizzato tutte le palline, riponete il tagliere in freezer per circa 2 ore, finché le palline non si saranno solidificate completamente. (N.B. il trucco per cookies dalla forma perfetta è cuocerli congelati!) Quando le palline saranno pronte, disponetene 6 su una teglia foderata di carta da forno. Le altre lasciatele in freezer (in questo modo se volete, potete cuocerle dopo le altre oppure tenerle in freezer e cuocerle nei giorni successivi). Cuocete in forno ben caldo, nella parte media del forno a 170° per 12 minuti esatti. Quando li tirerete fuori i biscotti si saranno allargati sulla teglia e saranno morbidi. Aggiungete subito sale in fiocchi e lasciate raffreddare su un piano di marmo oppure sulla gratella. (Mi raccomando: abbiate pazienza e non assaggiateli subito…ve lo dice chi si è scottata la lingua!!!). Una volta raffreddati, potete gustarli con una tazza di te o del latte o semplicemente da soli. La signora Stewart dice che si possono conservare in una scatola di latta per una decina di giorni…ma io sfido chiunque a farli durare così tanto!!!











