In una casseruola fate appassire con un filo d’olio evo la cipolla affettata sottile e lo spicchio d’aglio sbucciato e intero. Unite le carote a rondelle, fatele rosolare qualche minuto, quindi aggiungete il sedano, i pomodori tagliati a dadini, i fagioli (già precedentemente lessati) e coprite il tutto con un po’ d’acqua (quanto basta per coprire le verdure). Lasciate cuocere a fuoco lento per un’oretta circa. Aggiungete sale e pepe e terminate la preparazione con il prezzemolo tritato: si sprigionerà un profumo incredibile! Servite il piatto condito con un filo d’olio e accompagnatelo con pane (fresco o tostato) e un bicchiere di vino bianco. Il plaki si può gustare sia caldo che a temperatura ambiente e va bene per tutte le stagioni. C’è chi lo preferisce asciutto, chi un po’ più più brodoso…una cosa è certa: è un piatto davvero semplice, gustoso e decisamente salutare! Provatelo e…buon appetito!
Un buon libro, così come un buon piatto, deve attrarre, catturare, coinvolgere, stupire, emozionare...In moltissimi gialli il cibo gioca un ruolo importante a volte fondamentale e i detective usano tutti i loro sensi per risolvere i misteri: tatto, udito, olfatto,vista e gusto...il gusto del delitto...
Visualizzazione post con etichetta fagioli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fagioli. Mostra tutti i post
04/04/2022
"LA CUOCA DI HIMMLER": una donna e la sua storia nella Storia
Franz-Olivier Giesbert è un giornalista, editorialista, biografo, conduttore televisivo e scrittore franco – americano. È nato a Wilmington, negli Stati Uniti, nel 1949 ma le sue origini sono tutte europee: il padre proveniva da una famiglia con radici tedesche ed ebraiche e la madre era una cattolica francese. Franz-Olivier, il cui nome riporta proprio a queste origini, cresce con il desiderio di diventare scrittore e già prima della laurea inizia a pubblicare degli articoli in materia di storia. Le sue prese di posizione rispetto alla politica lo rendono presto un brillante corrispondente dagli USA e uno dei giornalisti più “scomodi” in Francia, ma questo non gli impedisce di fare carriera e di “spaziare” anche in altri campi. Quello che a me interessa in particolare, ovviamente, è la sua attività di scrittore e, più precisamente, il suo libro “La cuoca di Himmler”, pubblicato nel 2013, divenuto subito un “caso editoriale” in Francia e un best-seller in tutto il mondo. Ad essere sincera, sono incappata in questo libro un po’ per caso e un po’ per curiosità. Avevo letto delle recensioni contrastanti ma è stato il titolo ad attirarmi fin da subito…forse perché in sole quattro parole riesce a dirti già molto di quello che ti aspetta una volta iniziata la lettura…che comunque si rivela ben presto molto coinvolgente. Si parla di una donna, più precisamente di una cuoca, che cucina nientemeno che per Himmler…quindi possiamo inserire il romanzo in un momento storico tremendo e preciso. Poi, però, iniziando a leggere si capisce subito che il titolo rivela solo una minima parte diquello che il libro racconta. La protagonista, Rose, è una donna che nel 2012, all’età di 105 anni, decide di scrivere la sua biografia e lo fa senza mezzi termini e senza nascondere nulla, con una lucidità e una schiettezza uniche. Rose, nata in Armenia nel 1907, racconta la sua storia raccontando tutto il XX° secolo e lo fa con la passione, con la rabbia, con la “fame” di vita che la contraddistinguono e ne fanno una donna forte e vera, con un carattere indomito, forgiato nella sofferenza, una donna capace di amare e di odiare con la stessa intensità. Nel 1915, a soli 8 anni, perde tutta la famiglia nell’orrore del genocidio armeno. E da quel momento la sua infanzia finisce e inizia la sua “avventura” nel mondo. Prima in Turchia, poi in Provenza, a Parigi, negli Stati Uniti, in Cina e di nuovo in Francia, Rose sperimenta sulla sua pelle il massacro degli armeni, l’orrore dell’Olocausto, i deliri del maoismo e la ferocia dell’uomo in tutte le sue declinazioni. “La Storia è una porcheria. Mi ha portato via ogni cosa. I figli. I genitori. Il mio più grande amore. I gatti. Non capisco la deferenza imbecille che la specie umana le riserva.” Questa è una delle tante affermazioni di Rose che, accanto alla lista delle persone che ha più amato, ne ha stilata una di chi, fin da bambina, le ha fatto del male o ne ha fatto a chi amava. E spunta nome per nome, perpetrando l’unica giustizia che conosce: la vendetta. Uccidere, amare, cucinare…Rose fa tutto in modo quasi perfetto, buttandosi a capofitto in ogni esperienza, sperimentando tutto in prima persona. E nei vari flashback presenti nel libro riesce a guardare al passato e a vivere il presente utilizzando sempre la sua personale scala di valori, chiamando ogni cosa con il suo nome e sempre con la disarmante e nuda verità. Non vado oltre perché vorrei davvero invitarvi a leggere questo romanzo, che non si può chiudere in un solo genere, anzi! È un romanzo storico? Sì ma non solo… È un giallo? Beh, anche….È un romanzo d’amore?...forse un pochino...È una biografia? Si, anche questo si può dire…È un libro di cucina? Non proprio ma il cibo e la sua preparazione sono fortemente presenti…insomma…dovete proprio leggerlo per capire cosa intendo! Per quanto riguarda il gusto…non si può in alcun modo dire che Rose non ne abbia, anzi, il suo palato è raffinato e lei è una cuoca sublime, che si cimenta in veri e propri piatti gourmet. Io, però, ho scelto di andare a “pescare” una ricetta semplice della sua infanzia, il plaki, un piatto che ancora oggi viene cucinato in diverse varianti. Quella che vi propongo è la versione della nonna di Rose e sono certa che vi piacerà.RICETTA PLAKI DELLA NONNA – Ingredienti per 4 persone – 1 chilo di fagioli bianchi grandi tipo “Spagna” (o 4 scatole se preferite quelli già cotti) – quattro/cinque carote – tre/quattro gambi di sedano – 1 cipolla – 2/3 pomodori maturi (4/5 se piccoli) – uno spicchio di aglio (a piacere) – prezzemolo – olio evo – sale – pepe – acqua q.b.
24/10/2018
IL TENENTE COLOMBO ADORA IL CHILI
Se dico “Colombo” sono sicura che sono due i personaggi
famosi che vengono in mente a tutti: lo storico e grande navigatore italiano Cristoforo
e l’arguto e simpatico tenente italo-americano della conosciutissima serie
televisiva…mi sbaglio?!? Non credo proprio! Chi di voi non ha mai visto almeno
un telefilm o un film della serie? Negli anni Sessanta due amici, Richard
Levinson e William Link, ex compagni di college e fan di Ellery Queen, idearono
un nuovo schema di giallo, ribaltando completamente quello classico deduttivo.
Solitamente, infatti, il lettore e/o lo spettatore seguono le indagini condotte
dall’investigatore protagonista che, basandosi sui fatti, sugli indizi e sulle
testimonianze raccolte, arriva all’assassino. Levinson e Link, invece,
ribaltano completamente questo modello e ne creano uno nuovo. Le prime scene
mostrano subito l’assassino mentre architetta il suo piano, commette l’omicidio
e poi si confeziona un falso alibi. È a questo punto che entra in scena il
detective che dovrà smascherare il colpevole, smontando il castello di carte
che questi ha messo in piedi per coprire il suo crimine. E la cosa più
sorprendente non è più lo scoprire “chi” ma il “come ha capito chi”. Il
protagonista della serie è il tenente Colombo, interpretato in modo egregio dal
mitico Peter Falk (1927-2011). Andato in onda per la prima volta negli USA nel
1968, è arrivato in Italia nel 1974 e ha continuato ad ottenere un successo
CHILI CON CARNE E FAGIOLI (4-6 porzioni)
500 g di carne macinata mista di manzo e maiale • 200 g di fagioli già
lessati (rossi o borlotti) • 200 g di polpa di pomodoro • 1 peperone rosso
grande • mezza cipolla bianca • 1 spicchio di aglio • olio evo • 80 g di
cheddar (facoltativo) • 1 peperoncino piccante • 1 pizzico di semi di cumino •
prezzemolo • sale • pepe
Tritate finemente la cipolla, l'aglio sbucciato e il peperoncino. Fate
rosolare in un ampio tegame con un po’ d’olio. Lavate il peperone, privatelo
del picciolo, dei semi e dei filamenti bianchi e tagliatelo a cubetti. Quando la cipolla sarà dorata aggiungete il peperone e fatelo saltare
per qualche minuto, quindi unite la carne macinata e fatela rosolare per 5-10
minuti, mescolando spesso. Aggiungete la polpa di pomodoro, il cumino tritato
finemente, un pizzico di sale e una macinata di pepe, allungate con mezzo
bicchiere di acqua calda e fate cuocere con il coperchio a fuoco basso per
circa 30 minuti. Trascorso il tempo aggiungete i fagioli e se serve regolate di
sale. Fate insaporire per 5-10 minuti, se volete unite infine
il formaggio
cheddar e mescolate bene per farlo fondere, quindi spegnete il fuoco e fate
riposare per qualche minuto. Servite il chili con carne in una ciotola capiente…se
volete mangiarlo proprio “alla Colombo” accompagnatelo con dei crackers,
altrimenti potete gustarlo con dei nachos o del pane a fette leggermente
tostato. Può essere considerato un piatto unico oppure potete condividerlo come
aperitivo. Essendo sempre in servizio, il nostro buon tenente lo mangia bevendo
del caffè ma io vi consiglio una bella birra ghiacciata, davanti alla TV,
guardando una replica di Colombo, gustandovi il chili e l’indagine! E poi, mi
raccomando, fatemi sapere se vi è piaciuto!
Etichette:
bassethound,
cane,
chili,
crackers,
fagioli,
film,
Levinson e Link,
moglie,
nachos,
peperoncino,
Peter Falk,
Peugeot 403,
sigaro,
signora Colombo,
telefilm,
Tenente Colombo,
trench
Iscriviti a:
Post (Atom)




