
Vi ho già parlato in due occasioni del
commissario Cosimo Cucci, detto Mino, e del suo creatore, Luciano Cosimo
Carluccio (per chi se li fosse persi, sono i post del 18/09/19 e del 19/02/2023)
e spero di tornare presto a leggere uno dei suoi romanzi e ad invitarvi a fare
altrettanto…Nel frattempo, però, voglio condividere una bellissima esperienza,
una di quelle che non capitano proprio tutti i giorni…anzi!!! Vi ho
incuriosito? Ebbene…una decina di giorni fa ho avuto il privilegio di
accogliere a casa mia Luciano Cosimo Carluccio e sua moglie Laura…li ho
invitati, infatti, a gustare un pranzo che ho preparato ispirandomi proprio ai
libri e alla figura del commissario Cucci. Beh! Vi assicuro che è stata un’escalation
di emozioni! Anzitutto i preparativi sono iniziati molto tempo prima della data
fissata, perché ho dovuto scegliere i piatti “attingendo” un po’ dalla
tradizione salentina e un po’ da quella meneghina, cercando di farle incontrare
e di abbinarle nelle diverse preparazioni, senza troppe contaminazioni,
lasciando piuttosto emergere ora l’una ora l’altra (chi lo conosce, infatti, sa
che il commissario Cucci è di origine salentina e vive e lavora a Milano). Successivamente
ho voluto abbinare alcuni passaggi dei quattro libri di Carluccio, per
sottolineare un’emozione, uno stato d’animo, un semplice momento del
commissario

Cucci, qualcosa, insomma, che mi permettesse di spiegare la scelta
di ogni singolo piatto. È stata una bella sfida e mi ha dato l’occasione di
tornare tra le pagine di libri che avevo già apprezzato. Una volta approntato
il menù, ho invitato i coniugi Carluccio e fino all’ultima preparazione ho dato
il massimo per presentare i piatti proprio come li avevo scelti e pensati…ed è
stato davvero un successo! È stata una vera gioia e ho provato una grande
soddisfazione nel vedere Laura e Luciano gustare e apprezzare ogni portata! Ovviamente
ho preparato un menù scritto che riportava i brani scelti e li ho fatti leggere
direttamente dall’autore…del resto…quando mai mi ricapita?!? Il pranzo è stato
molto piacevole e ho anche potuto fare qualche domanda a Luciano sul
commissario Cucci e sul suo futuro…beh! Non si è sbilanciato molto (e comunque
se anche lo avesse fatto non potrei mai e poi mai rivelare nulla!!!) ma una
cosa è certa…adesso aspetto con trepidazione il prossimo libro! Voglio
condividere con voi i piatti che ho preparato ma non posso fare altrettanto con
tutti i brani, altrimenti rischierei di spoilerare qualcosa e non è
assolutamente mia intenzione. Invito, piuttosto, chi ancora non l’avesse fatto,
a leggere i libri di Carluccio…sono certa che vi piaceranno. Se poi volete
anche cimentarvi in una delle preparazioni…vi posso assicurare che non sono
difficili come sembra e sono decisamente buoni!
A TAVOLA CON IL COMMISSARIO CUCCI: DAL
SALENTO A MILANO
Abbiamo
iniziato con un aperitivo che attingeva dai classici salentini e da quelli
meneghini, giusto per “entrare in tema”: friselle “alla maniera di Cucci”
(vedi il libro “Rifiuti particolari”) accompagnate da olive e taralli e
antipasto “meneghino” (pane, burro e acciughe) servito con giardiniera
Si
è proseguito con un primo piatto tipicamente milanese, il risotto giallo, abbinato
ad un altro tipicamente pugliese, crema di fave con cicoria saltata e pane
tostato: Il risotto alla milanese incontra le fave e la cicoria (brano
tratto da “Perfidi inganni”)
-
Per
rendere l’idea di Milano, città tentacolare, e delle contaminazioni delle varie
etnie che vi convivono, ho scelto un emblema della cucina salentina, servito
con un contorno “vintage” della cucina meneghina: Polpo in due cotture servito
su salsa piccante e accompagnato da patate prezzemolate (ancora “Perfidi inganni)
-
Per fare una pausa fra un piatto e l’altro e per richiamare il titolo e l’esoticità
di un altro dei libri di Carluccio, ho poi scelto un piatto originale che nulla
ha a che vedere né con Milano né con il Salento:
Minestrone di frutta (brano
da “Perline colorate”)
- E
per finire ho optato per un dolce abbastanza “inflazionato” sulle tavole di
molti ristoranti ma che vuole richiamare il dolce-amaro delle vicende
raccontate nell’ultimo libro di Carluccio “Scatti mortali a Milano”,
dove Cucci è messo a dura prova ma realizza che, anche “dentro” alle vicende
più brutte si può comunque trovare l’amore vero, che scalda anche i cuori più
freddi. E l’ho abbinato al caffè alla salentina, che si serve con latte di
mandorla e ghiaccio, per meglio esprimere il “contrasto” caldo-freddo”: Tortino
fondente con cuore morbido servito con caffè alla salentina
La ricetta che vi lascio è proprio quella
del dolce. Provatelo: è facilissimo e davvero goloso! Se vi interessano anche
le altre…scrivetemi!!!!
TORTINO FONDENTE CON CUORE MORBIDO
Ingredienti per 8 tortini - 200 gr di cioccolato fondente - 200 gr di burro - 160 gr di zucchero semolato extrafino - 4 uova (a temperatura ambiente) - 40 gr di farina 00 - zucchero a velo – (facoltative 8 mandorle) – 8 stampini monoporzione in alluminio
Fate fondere a bagnomaria il cioccolato fondente spezzettato, lo zucchero e il burro. Imburrate e infarinate molto bene gli stampini, ricopriteli uniformemente per evitare che si rompano quando toglierete i tortini. Fate intiepidire il composto al cioccolato e incorporate le uova, uno alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Aggiungete la farina setacciata tutta insieme e mescolate con una frusta. Versate il composto all'interno degli stampi imburrati aiutandovi con un mestolo. (se volete potete mettere al centro di ogni stampino una mandorla). Coprite i tortini con la pellicola trasparente e fateli riposare in freezer per almeno sei/otto ore, prima di infornare. Cuocete nel forno già caldo a 220° (modalità statica) per 19 minuti. Sfornate, capovolgete gli stampini sui piatti da portata, spolverizzateli con dello zucchero a velo e serviteli. I tortini al cioccolato con cuore morbido sono pronti…gustateli ma fate attenzione a non scottarvi!!! Io vi aspetto al prossimo post!